24-02-2010

Il mondo a portata di mano

Non sono ancora certo di cosa realmente mi attragga di quell’attività che spesso, troppo spesso , viene snobbata, dimenticata o ancor peggio denigrata per il sol fatto di poter sembrare passiva e priva di emozioni.
Il radioascolto infatti può risultare  noioso se affrontato in modo superficiale e preconcetto soprattutto da quella parte di persone la cui curiosità non raggiunge limiti tali da stimolarli al punto di fidarsi di chi sostiene che ascoltando si entra in una dimensione onirica  estremamente coinvolgente.
Che io sia un nostalgico è un dato di fatto col quale convivo da molti anni e, a dirla tutta, non lo considero un mero difetto tolta la parte malinconica dell’esserlo. Nostalgici si nasce, non lo si può diventare. Si possono passare anni senza sapere di esserlo e improvvisamente si sente una forza dalla quale non ci si può esimere che ci fa propendere verso il vintage nel senso stretto della parola ossia l’intendere oggetti e attività del passato migliori di quelli attuali.
Oltre a questa peculiarità il mio carattere è estremamente condizionato da quella che io definisco “curiosità cronica” che mi mette nella condizione di essere trascinato in qualsiasi attività purchè chi mi chiama in causa riesca a trasferirmi il giusto entusiasmo.
Anche per quanto riguarda il radioascolto, ci sono tre persone che, ognuno a modo suo, hanno contribuito notevolmente a farmi entrare in questa realtà che dà la sensazione di avere il mondo a portata di mano. Questi tre moschettieri sono, in ordine rigorosamente alfabetico, Andrea, Enrico e Massimiliano. A loro tre va tutta la colpa del tempo che sto dedicando ad ascoltare musiche strane cantate in lingue che non conosco il tutto rigorosamente a notte fonda. In questo momento sto ascoltando un’opera lirica della quale non capisco nulla ma non concentratevi solamente sul bicchiere mezzo vuoto; musiche, ritmi e silenzi lasciano così tanto spazio alla fantasia che basta poco, molto poco, per adattare quest’opera dalla melodia malinconicamente rilassante ad una qualsiasi ambientazione e lasciarsi prender per mano da una storia della quale soltanto voi conoscete l’inizio, gli sviluppi, gli intrecci e la fine. E scusate se è poco.

17-02-2010

Il perchè del blog

Sono sempre stato scettico al pensiero di dar vita ad un blog che per sua natura ha la necessità di periodici aggiornamenti , costante impegno e di un certo ordine nelle argomentazioni che non sono proprio parte del mio essere che, bontà sua, tende al disordine ed ad una innata incostanza. Non che manchino gli argomenti, no di certo, anzi, di cose da dire , fortunatamente, ce ne sono eccome e non sono necessariamene riferite a quella parte del mondo radioamatoriale puramente tecnica e strettamente dedicata agli addetti ai lavori.
Durante gli aggiornamentti al mio sito mi sono infatti accorto che concentravo l’attenzione soltanto verso argomenti tecnici che, tra l’altro, si possono trovare in innumerevoli altri siti, tralasciando quello che di più grande la radio sa dare: sensazioni
La passione che ci lega ad un hobby è tanto più forte quanto maggiori sono le sensazioni che questa attività riesce a trasmetterci e allora perchè non cercare di dare un’impostazione più romantica al sito in modo che possa almeno in parte rispecchiare quelle che sono le emozioni che si provano nel far radio cercando di incuriosire il lettore e stuzzicare anche la sua fantasia? Questo sarà lo scopo del blog che comunque non sarà esclusivamente dedicato alla radio ma vorrà anche essere un diario sul quale lasciare pensieri sparsi che un giorno, rileggendoli, spero mi potranno dare la possibilità di capire se realmente i tempi migliori sono quelli andati e quelli i quali ricordi rendono a volte malinconco il presente.